Attività
ALBALIBRI 2008-2009
Un nuovo inizio per Albalibri. Non un festival, ma un tentativo di abbracciare un più largo arco di tempo. Non nei giorni della Fiera del Tartufo, ma in altri giorni (e mesi) più propizi e opportuni. Non solo ad Alba ma in tutto l’Albese di Langhe e Roero.
Albalibri, iniziativa culturale giunta alla terza edizione, si rinnova. A cominciare dal logo che viene da un’immagine di un noto artista torinese Salvo, elaborata da Mauro Rosso e dai nomi di chi è stato chiamato a costituire il comitato organizzatore: Nico Orengo (presidente), Luciano Bertello e Giovanni Tesio (condirettori).
I principi orientativi. Intanto l’idea che sia ancora possibile fare qualcosa per avviare le persone alla lettura e al confronto culturale, non solo a partire da singoli libri cui si prestano le novità del mercato editoriale, ma coltivando soprattutto gemmazioni che vengano da temi particolarmente invitanti, diramazioni che si diano a partire da luoghi o persone meritevoli di attenzione, occasioni e possibilità che scaturiscano da un’attenta considerazione del territorio.
Poi l’idea che questo sia possibile puntando sulle risorse locali: non perché – nel paese di Pavese, di Fenoglio, di Pinot Gallizio, di Roberto Longhi, ma anche dei Ferrero, dei Miroglio, dei Mondo, di Augusto Manzo, di don Alberione, di Carlo Petrini e dei tanti vignaioli di fama mondiale – si voglia sottacere il conto necessario di una prospettiva aperta (agraria, industriale, commerciale, turistica) che è sotto gli occhi di tutti, ma perché è giusto ricercare, dentro la storia e la memoria di una gente e di una civiltà radicate in un paesaggio così diverso e suggestivo, le ragioni di una profonda fisionomia umana e mentale.
Infine l’idea che perché tutto abbia più senso, si esca dalla logica di un tempo definito e di uno spazio ridotto, aprendosi – per un verso – ad un andamento che abbracci l’intero arco dell’anno, sia pure disposto per momenti cruciali, e per altro verso ad una più varia e strategica dislocazione dei luoghi in cui il programma troverà svolgimento. Non solo Alba, insomma, ma le due sponde del Tanaro. Non solo la Bassa ma anche l’Alta Langa. Senza escludere addirittura qualche (meditato) sconfinamento.
foto di Severino Marcato e Alessio Bottigliero
Il programma di dicembre. Operando in concreto, dopo l’anteprima riservata alla presenza in Alba dell’iraniana Shirin Ebadi, premio Nobel per la pace (2003), il vero e proprio inizio è affidato a un convegno (dedicato a Luigi Einaudi) e a uno spettacolo (di Gian Antonio Stella e Bebo Storti). Mentre partiranno da gennaio (per arrivare fino a marzo) i successivi appuntamenti a tema, tutti legati a una parola – “economia” – originata dalla scelta di celebrare Luigi Einaudi come figura di riferimento. Riflettere sulla parola “economia” significherà partire dai suoi plurimi significati per una serie di incursioni in settori di applicazione non sempre prevedibile. Senza timore di uggiosi dibattiti accademici, perché l’attenzione verrà posta su originali e addirittura imprevedibili campi di applicazione.
A Carrù Luigi Einaudi. Il convegno dedicato a Luigi Einaudi (1874-1961) si svolgerà il 5 dicembre (ore 17) nella Sala Consigliare del Municipio di Carrù, luogo della nascita dell’economista, dello statista, del pubblicista, del bibliofilo, dell’uomo di Langa, dell’autore di libri come Lo scrittorio del presidente (1956) e di Prediche inutili (1956-59), dello scrittore (c’è anche un Einaudi maestro di stile, di scrittura asciutta) che fu il nostro primo presidente della Repubblica: il primo, almeno, dopo l’interinale De Nicola, ad avere retto la Repubblica per un settennato (1948-1955). A sessant’anni dall’inizio del mandato costituzionale, Lorenzo Mondo, Alberto Papuzzi e Domenico Siniscalco analizzeranno i vari aspetti di una personalità poliedrica come quella di Einaudi, mentre Alessandro Abrate, Ugo Roello e Elena Sardo ne illumineranno aspetti più segreti e magari aneddotici, legati alla “piccola patria” langhetta, ai ritorni continui, ai concreti pensieri della vigna e del podere.
Ad Alba Gian Antonio Stella con lo spettacolo Un paese di gente per bene. Il giorno dopo, sabato 6 dicembre, al Palazzo Mostre e Congressi di Alba (ore 18), andrà in scena uno spettacolo che Gian Antonio Stella, l’autore di uno dei libri più letti delle ultime annate, La casta, di cui sta uscendo proprio in questi giorni l’edizione aggiornata, ha pensato e messo in scena con Bebo Storti (Su la testa! e Mai dire gol) e con un gruppo di musicisti. In Un paese di gente per bene, un titolo da leggere al contrario, Gian Antonio Stella (voce narrante) e Bebo Storti (voce recitante) raccontano un’Italia afflitta da lacci e da laccioli d’ogni genere, da leggi farraginose e levantine, dal corporativismo diffuso, da una finanza mariuola che dallo scandalo della Banca Romana arriva su su fino al più annunciato e più temuto dei crack. Una carrettata di storie, una carrellata di racconti e aneddoti conditi da canti che sono stati tratti dal patrimonio popolare italiano e che vengono eseguiti dal cantautore veneziano Gualtiero Bertelli, accompagnato da Paolo Favorido al pianoforte, da Maurizio Camardi ai fiati e da Domenico Santaniello al contrabbasso.
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