FABRIZIO DE ANDRE’ E
LA SUA SECONDA TERRA:
LE LANGHE
Alba, 7 novembre 2007
Il legame di Fabrizio De Andrè con Alba e il
Piemonte è stato intenso, proprio nella sua fase formativa.
La madre Luisa Amerio era nata a Pocapaglia,
il padre era torinese (ma di ascendenze provenzali, come
indica il cognome e diceva lui stesso) e la famiglia aveva
vissuto per 5 anni, da sfollata, subito dopo la sua nascita,
nella cascina dell’Orto a Revignano d’Asti. Fino
alla sua adolescenza De Andrè ha passato lunghe vacanze
estive a La Morra e in altre località del
basso Piemonte.
L’impronta culturale del contesto piemontese e provenzale,
il riferimento esplicito al modello dei trovatori, accompagnerà così tutta
la sua vita, sin dall’inizio nell’impronta, nell’ispirazione
delle sue musiche, dei suoi ritmi, dei suoi accordi, così come
dei suoi testi (“mi appassionano e mi affascinano i poeti
di Provenza e di Francia, da François Villon a Baudelaire” disse
nel 1961).
Da queste suggestioni e da un fatto di cronaca locale, nacque
non a caso il suo primo vero successo, “La canzone
di Marinella”, ispirato da un articolo
di cronaca nera, letto a La Morra, che lo colpì fortemente
quando aveva 15 anni (la storia di una giovane prostituta uccisa
e buttata nel Tanaro) che trasfigurò e addolcì in
una poesia-musica dagli evidenti echi troubadorici.
Bilingue, nel senso che parlava perfettamente il dialetto
piemontese come quello genovese, De André sviluppò per
tutta la sua vita una intensa ricerca di poesia, come di
musica, imperniata sulla esaltazione dei ritmi e degli accenti
dialettali, che culminò con l’eccezionale album “Creuza
de mà” e, più tardi, col disco “A
toun souléi”, assieme ai Troubaires de Coumboscuro”,
di cui prediligeva la canzone “Mis amour”.
Per celebrare questo legame con la nostra terra, Alba
dedica una giornata all’indimenticato cantautore e
poeta, all’interno del festival della letteratura Albalibri.
LA MOSTRA
“Tempo su tempo. La seconda terra di De Andrè:
le Langhe
Alba, Chiesa di San Domenico
30 ottobre 2007 – 17 novembre 2007
Una mostra fotografica sull’infanzia
di De André in Piemonte e sulla sua
maturità di uomo e di artista curata da Guido
Harari che per vent’anni è stato
uno dei suoi fotografi storici. |
IL CONCERTO
Alle ore 21, nel Teatro Sociale di Alba, concerto
della Premiata Forneria Marconi in memoria di Fabrizio
De Andrè, in omaggio alla tradizione
provenzale della sua esperienza musicale. |
IL LIBRO
Il 7 novembre alle ore 17, sarà presentato
in anteprima nazionale, alla presenza
di Dori Ghezzi, il libro fotografico
e biografico di Guido Harari “Fabrizio
De Andrè. Una goccia di splendore”, edito
da Rizzoli, con il sostegno della Fondazione De André). |
ORGANIZZAZIONE
Tutti gli eventi della giornata DeAndrè sono
promossi dal Comune di Alba – Assessorato
alla cultura – e organizzati all’interno
del festival della letteratura Albalibri dall’Associazione
Tabula, con il sostegno dell’Ente Fiera
del Tartufo, dell’Ente Turismo
Alba Langhe e Roero, dell’Associazione
Commercianti Albesi, del Consorzio
Turistico Albese. |
|
POESIE PER HINA
Alba, Teatro Sociale
Sabato 10 novembre
2007 ore 16
L’evento di sabato 10 novembre è di grande innovazione
e attualità.
Sarà un pomeriggio di poesia araba femminile, in omaggio
al nome della giovane pakistana, immigrata a Brescia, uccisa
nel 2006 dal padre perché innamorata di un ragazzo italiano.
Assieme a Dounia Ettaib (la giovane marocchina
minacciata, a cui è stata subito concessa la nazionalità italiana)
e a Souad Sbai, (presidente dell’organizzazione
dei marocchini in Italia), gli immigrati – soprattutto
donne con la loro famiglia – arriveranno ad Alba dalle
città del nord Italia per assistere a questo evento,
assieme al pubblico italiano.
Questo l’aspetto più innovativo dello spettacolo:
poetesse arabe, senza velo, leggono le loro liriche ad un pubblico
di nazionalità araba residente in Italia, con donne
a loro volta senza velo.
Valentina Colombo, moglie di Magdi Allam e una delle più note
traduttrici dall’arabo all’italiano (sue le traduzioni delle opere
di Mahfouz), sarà la conduttrice di questo spettacolo al Teatro Sociale,
con la presenza delle due note potesse arabe Maram al Massri e Youmana
Haddad, che leggeranno le loro poesie prima in arabo e poi in italiano.
Il gruppo del noto musicista marocchino Nour Eddine (musicista,
cantante e coreografo dalle antiche origini berbere, collaboratore
dei registi Fernan Ozpetek e Marco Bellocchio) proporrà le
sue splendide musiche etniche.
Al termine dello spettacolo, tutti sono invitati, artisti e
pubblico, ad una cena araba, cucinata da uno staff locale agli
ordini di una bella cuoca marocchina.
Si tratta del primo evento culturale organizzato
in Italia per un pubblico misto di immigrati e italiani. Proprio
questo aspetto assicurerà una grande attenzione da parte
dei principali mezzi di informazione nazionali e locali. |